Il settore pubblico

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15.   Green Public Procurement e Criteri Ambientali Minimi

 

Il Green Public Procurement (GPP), grazie a quanto previsto nel Codice degli appalti sull’applicazione obbligatoria dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), è diventato uno dei principali strumenti di politica ambientale e produttiva in grado di ridurre gli impatti ambientali, razionalizzare e ridurre la spesa pubblica e in grado di promuovere le imprese innovative sotto il profilo ambientale. Infatti, tramite questa preziosa leva sul lato della domanda, si influenza il mercato, stimolando percorsi di qualificazione e innovazione ambientale da parte delle imprese italiane rafforzandone la competitività.

Grazie al GPP, valorizzando le qualità e le prestazioni dei prodotti, la loro efficienza energetica in fase di uso, la sicurezza in termini di limiti alla presenza di sostanze pericolose, il contenuto di riciclato, la riparabilità, la durata dei prodotti stessi, non solo si riducono gli impatti ambientali, ma si migliorano alcuni indicatori economici: sia razionalizzando la spesa pubblica, sia incentivando nuove attività economiche che si occupano di aspetti e temi valorizzati dai CAM (riparazione e recupero, utilizzo dei materiali riciclati, sostituzioni di energia e materia proveniente da fonti non rinnovabili con quelle provenienti fa fonti rinnovabile, valorizzazione della bio-economia…)

Diventa, quindi, strategico far sì che ci sia una piena applicazione di questo strumento da parte della Pubblica Amministrazione.

La potente leva di mercato rappresentata dagli acquisti pubblici, può divenire uno dei principali strumenti per indirizzare le produzioni verso modelli di economia circolare. Infatti, ad esempio, mentre i CAM sul “servizio di gestione dei rifiuti urbani” valorizzano la qualità della raccolta differenziata, altri CAM stimolano la domanda di prodotti realizzati con materiali derivati dalla raccolta differenziata (es. articoli di arredo urbano o il servizio di gestione del verde pubblico, o gli arredi per l’ufficio).

Ancora, alcuni CAM prevedono servizi (per esempio il “noleggio”) al posto delle forniture, mentre altri, come il documento di CAM per le forniture di cartucce di toner e a getto di inchiostro, prevedendo, in quota parte, l’acquisto di cartucce “rigenerate”, promuovono la preparazione per il riutilizzo delle cartucce esauste e la riduzione del quantitativo di cartucce da smaltire.

In via generale, va sottolineato che i CAM hanno prescrizioni complementari e sinergiche. La loro applicazione congiunta consente di attuare simultaneamente le diverse indicazioni richiamate in tutte le Comunicazioni della Commissione europea in particolare quelle sull’economia circolare e l’uso efficiente delle risorse.

 

Con il nuovo codice degli appalti, il tema del costo di un prodotto/servizio deve essere riferito al costo lungo il ciclo di vita (il cosiddetto Life cycle costing), che comprende oltre ai costi dell’uso del prodotto e del suo smaltimento anche quelli delle esternalità ambientali connesse. Le questioni connesse alla “circolarità” devono, quindi, essere affrontate anche in sede di gara facendo emergere i minori costi dei prodotti che rispondono meglio agli obiettivi dell’economia circolare.

 

Di significativa importanza è anche l’applicazione nelle gare d’appalto della Pubblica Amministrazione, di considerazioni e criteri di carattere sociale, non solo per i risvolti etici e sociali, ma anche per quelli economici e ambientali. L’applicazione di tali criteri, soprattutto in alcuni ambiti merceologici permette di garantire, al contempo, migliori condizioni di lavoro in Italia e all’estero e il controllo della qualità ambientale dei sistemi produttivi, riducendo così anche la concorrenza sleale di merci prodotte grazie a scarse verifiche sulle condizioni lavorative e sulle emissioni inquinanti delle produzioni.

I requisiti sociali devono essere elemento essenziale in ogni gara d’appalto per fare in modo che gli acquisti, non solo quelli della Pubblica Amministrazione, abbiano una forma di garanzia del rispetto di tutte le norme sul lavoro e delle dichiarazioni sui diritti umani.

 

 

BOX11

Piano d’azione nazionale su “Consumo e produzione sostenibile” (Sustainable Consumption and Production Pattern - SCP)

 

Il Piano prevede iniziative che favoriscono la diffusione di strumenti di analisi delle prestazioni dei prodotti lungo tutta la filiera di produzione e di qualificazione e comunicazione delle prestazioni ambientali raggiunte. Tali strumenti, definiti attraverso il confronto con gli operatori economici di riferimento e altre parti interessate, individuano un livello di qualità ambientale, talvolta anche prestazionale ed etico-sociale che, oltre a una riduzione degli impatti ambientali, permette ai produttori che garantiscono tali criteri una maggiore capacità di competere sui mercati nazionali ed internazionali. Tali strumenti possono permettere anche di contrastare i fenomeni di delocalizzazione all’estero delle produzioni nazionali.

Azioni di questo tipo devono avvenire attraverso l’applicazione di processi di governance territoriale in cui sono coinvolte le amministrazioni locali, che supportano il territorio con investimenti in infrastrutture e impianti, e i centri di ricerca applicata ai settori produttivi locali, garantendo i percorsi messi in atto dalle aziende e stimolando qualsiasi azione sinergica fra i diversi portatori di interessi. Tali percorsi possono essere guidati per raggiungere obiettivi di prestazione ambientale richiesti da alcuni strumenti di mercato come il GPP, o, al contrario, possono essere riferimento per innalzare i requisiti richiesti nei CAM per il GPP.

Recuperando la centralità del territorio come luogo in cui massimizzare le sinergie fra attori istituzionali e non, si possono creare modelli di “economie circolari” a livello locale, fornendo così alle imprese un’alternativa alle strategie difensive (e perdenti), quali quelle di abbassare le retribuzioni e inasprire le condizioni di lavoro, motivo di degrado del tessuto economico/sociale, o quelle di effettuare delocalizzazioni delle produzioni nei paesi di nuova industrializzazione.