Economia circolare come nuovo modello integrato di produzione, distribuzione e consumo

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Nel corso degli ultimi 40 anni, l’analisi del modello economico circolare si è molto evoluta. Attualmente temi quali l’approvvigionamento sostenibile delle materie prime, i processi produttivi e la progettazione ecologica, l’adozione di modelli di distribuzione e consumo più sostenibili, lo sviluppo dei mercati delle materie prime secondarie, sono divenuti elementi chiave del concetto di economia circolare.

Passare dall’attuale modello di economia lineare a quella circolare, richiede un ripensamento delle strategie e dei modelli di mercato per salvaguardare la competitività dei settori industriali e il patrimonio di risorse naturali.

Un modello, di economia circolare coinvolge le abitudini dei consumatori, si pone come regolatore dei processi produttivi e manifatturieri delle grandi imprese, è in grado di creare nuovi posti di lavoro e al tempo stesso ridurre notevolmente la domanda di materie prime vergini.

Nel prossimo futuro bisognerà ideare e sviluppare sistemi più efficienti di rigenerazione, riuso e riparazione dei beni, facilitando la manutenzione dei prodotti e aumentandone la durata di vita. Gli operatori, quindi, dovranno concepire i propri prodotti con la consapevolezza che questi, una volta utilizzati, siano destinati ad essere riparati e riutilizzati.

Il cambiamento deve altresì passare attraverso una revisione normativa che ne semplifichi l’attuazione e ne migliori la coerenza; che renda strutturale la collaborazione tra tutti gli attori dell’economia circolare - Pubbliche Amministrazioni, imprese, istituti di ricerca scientifica e tecnologica -; che favorisca l’innovazione e il trasferimento di tecnologie e la competitività dei settori industriali.

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Il cambio di paradigma economico-ambientale: un nuovo concetto del rapporto economia ed ambiente

 

L’economia circolare si basa su un cambio di paradigma fondamentale. Sistema economico e sistema ecologico non si trovano, come nell’analisi economica tradizionale, su uno stesso piano, dove si scambiano risorse naturali, fattori di produzione, beni e servizi economici, scarti e rifiuti (grafico 1).

Il modello economico tradizionale partiva infatti dalla considerazione che l'ambiente fosse “un serbatoio di rifiuti” ma ben presto emerse la necessità di analizzare il sistema economico globale come un sistema chiuso, in cui l'economia e l'ambiente non sono caratterizzati da correlazioni lineari, ma da una relazione circolare (K. Boulding, “The Economics of the Coming Spaceship Earth”, 1966; D.W. Pearce e R.K. Turner, “Economia delle risorse naturali e l'ambiente”, 1990).

Il sistema economico si trova all’interno di un più ampio sistema ecologico e, pur usufruendo delle sue risorse naturali e dei suoi servizi ecosistemici, deve rispettarne regole di funzionamento e limiti fisici, biologici e climatici (grafico 2).

A differenza del sistema definito lineare, che parte dalla materia e arriva al rifiuto, un'economia in cui i prodotti di oggi sono le risorse di domani, in cui il valore dei materiali viene il più possibile mantenuto o recuperato,in cui c’è una minimizzazione degli scarti e degli impatti sull’ambiente, può essere definita “circolare”.